Scout Nautici Antares La rotta dal 1971
redatte personalmente da Don Piero.
Poiché stiamo preparando ed attuando la rotta degli anni 2000, sarà bene aver presente quanto abbiamo (a volte con facilità, a volte con molta difficoltà) insieme ricercato, approfondito, discusso,sperimentato. Indicazioni ben precise di rotta sono state trovate nel lento procedere di questi anni : quanto scritto in questi appunti, può quindi servire di base per gli anni di servizio che ci stanno davanti.
Non tutti sono stati presenti sin dall'inizio, né sono ora purtroppo presenti tutti quelli che hanno
iniziato la rotta nautica nel 1970/71. Chi da poco é entrato nei Nautici Antares troverà importante per la propria formazione al servizio, quanto qui esposto, sia per rendersene ben conto, sia per avere una base reale per valide proposte.
Vista oggi, la Rotta di questi 40 anni si presenta come sviluppatasi in diverse
fasi distinte:
Prima Fase: anni 1971-73.
Si trattava di vedere se fosse possibile, nella nostra situazione, uno scautismo nautico.
Furono le prime esperienze.
Seconda Fase: anni 1973-76.
Furono gli anni dedicati alla verifica del nostro scautismo nautico, della preparazione della Comunità Capi e ricerca della base nautica.
Terza Fase: anni 1976-80.
Costituzione del Distretto nautico ed inserimento dei nostri Nautici Antares nel Movimento
Internazionale degli Scouts.
Quarta Fase: anni 1980-90.
Inserimento degli Scout Nautici Antares all'interno del C.N.G.E.I. e nascita della Sezione
Nautica di Marta-Capodimonte.
Con l’adesione alla FederScout inizia un periodo di grandi esperienze ed iniziative.
Fase Attuale: Dal 2000 in poi.............
Prima Fase: anni 1971-73.
La questione da risolvere era se, in una città come Roma, vicina e distante al medesimo tempo
da laghi e dal mare, fosse possibile una vero scautismo nautico.
Questo interrogativo ci si presentò quando, nell'autunno 1971, decidemmo di tentare le prime
esperienze.
Si trattava di verificare:
1- se i ragazzi fossero interessati veramente ad uno scautismo nautico;
2- se la posizione logistica di Roma (vicina e, al medesimo tempo, lontana da laghi e mare)
avrebbe permesso tale forma di attività scout;
3- quali caratteristiche avrebbe dovuto avere questo scautismo per essere veramente tale.
Dopo il primo anno di esperienze fatte con i ragazzi del quartiere Monti del Pecoraro
(Tiburtino-Pietralata), con difficili inizi circa la costituzione delle tre prime squadriglie, siamo
arrivati a queste conclusioni:
Con questo si intendeva dire che anche nella formazione e nelle attività a terra, si deve tener
presente che questi ragazzi avrebbero poi dovuto affrontare anche da soli, l'ambiente acqua,
ed affrontarla sia come capacità tecnica, sia. come preparazione psicologica.
Tuttavia gli scouts nautici sono scouts e non gente del mare: ciò vuoi dire che é uno
scautismo vissuto e realizzato prevalentemente in ambiente nautico, anziché nel bosco,
ma deve essere scautismo, non altro.
Le attività nautiche dovranno quindi di conseguenza essere gioco scout, a livello dei ragazzi e
non esercitazioni da accademia. E come nel bosco il ragazzo costruisce con le sue mani quanto
gli serve (nei limiti del possibile), cosi, nei limiti del possibile, anche lo scout nautico deve poter
costruire egli stesso quanto gli serve per le attività nautiche: le costruzioni nautiche saranno parte
importantissima delle attività di abilità manuale.
Accertata la possibilità di fare scautismo nautico bisognava ora prendere in considerazione le
modalità, come attuarlo. In pratica dovevamo riprendere in esame:
A - Finalità dello Scautismo
B - Progressione Personale
C - Formazione Capi e Comunità Capi
D - Località dove svolgere le Attività Nautiche
Finalità dello Scautismo
Convinti che lo scautismo nautico é scautismo, di conseguenza ne derivava, come conclusione
evidente, che la finalità resta la stessa, cioè la formazione del futuro cittadino (come proposto da
Baden Powell nel “Libro dei Capi” , parte prima, “lo scautismo”). Pertanto gli aspetti da prendere
in considerazione nella formazione della personalità dei ragazzi sono quelli stessi su cui insiste
Baden Powell: salute e forza fisica- carattere- abilità manuale- servizio del prossimo.
normalmente valida per tutti gli Scouts: l'elemento acqua richiederà qualche variante, ma la
progressione non cambia.
Pertanto si potrà sviluppare come segue:
Periodo in cui il nuovo ospite fa conoscenza con le attività, gli impegni, le finalità del metodo e
si decide.
Periodo di preparazione alla Promessa.
Periodo di perfezionamento per raggiungere un buon livello di Esploratore o Esploratrice come
nautici.
Completamento della formazione personale e capacità di animazione o servizio effettivo (a livello
scout in Reparto).
Possibilità di raggiungere il livello di Esploratore Nautico Scelto.
Tradotto in termini nautici:
all'urgenza ed importanza di un servizio educativo e desiderosi di farlo mediante il metodo scout
si sono e si stanno preparando con impegno a l'essere Capi Responsabili.
Nella nostra Comunità Capi si sente quindi più che mai viva l'esigenza di approfondire il Metodo
Scout e la conoscenza di problemi sociali e civici, etc.: in pieno accordo sul valore attribuito da
B.P. alla Spiritualità, si cerca di diventare noi stessi testimoni con l'esempio.
Le attività di questi anni sono state orientate in modo da rispondere a queste esigenze.
nautiche: la vicinanza dei laghi e la relativa conoscenza dei posti facilitava le prime esperienze.
Poi, proseguendo la rotta iniziata, ci rendemmo conto che era necessaria una base nautica
definitiva.
Mentre per le attività del bosco è possibile ed utile cambiare spesso il posto delle attività all'aperto
e quindi per sede o base s'intende il locale dove ci si riunisce e si preparano le attività scout,
per la nautica conta si un locale che dia la possibilità di riunirsi, ma tutto questo non serve
un gran che se poi non c'é una base operativa per le attività nautiche.
Né si può ogni volta partire con tutta la flotta, per raggiungere una spiaggia più o meno adatta e
cosi svolgere le attività nautiche.
La base deve essere fissa sia perché deve essere possibile lasciarvi le imbarcazioni, sia perché
ci vuole molto tempo prima di conoscere quel tratto di lago o di mare (fondali, correnti, venti,
traffico locale, orari di pesca, etc.).mettere in acqua un gommone o una canoa personale non crea
grandi problemi, ma fare vera attività con un Reparto nautico comporta ben altre esigenze.
Cosi ci mettemmo alla ricerca e visitammo quasi tutte le località che pensavamo potessero essere adatte. Notammo che, contrariamente a quanto credevamo in un primo tempo, il mare é forse meno adatto alle attività di un Reparto Nautico.
Infatti nei campi al mare, se c'era cattivo tempo, difficilmente si poteva fare nautica: invece al lago,
pure con inevitabili variazioni, si potevano attuare i nostri programmi. In più il mare non ha sponde
vicine che impediscano di partire per l'America.
D'altra parte l'importanza della Base Nautica fissa è tale che mentre siamo riusciti ad andare
avanti con le attività anche senza sede tradizionale a terra, senza Base Nautica tutto diviene
problematico, per non dire impossibile.
Abitiamo a Roma, ma la nostra Base non é Roma: é necessariamente quella dove svolgiamo
attività nautica. Dopo molte ricerche e sopralluoghi abbiamo identificato la nostra Base ideale
in una località sul lago di Bolsena -Marta Capodimonte- che rispondeva appieno alle nostre
necessità, anche perché questa località, abbastanza appartata, presentava caratteristiche naturali
veramente ottime per vivere nella natura.
–((Nota : In anni più recenti (dal 94 in poi) anche i cambiamenti avvenuti sul Lago di Bolsena ci
hanno spinto a ricercare nuove basi. Attualmente abbiamo una base sul Lago di Nemi.))-
necessità di avere capi specializzati nelle tecniche essenziali per un serio scautismo nautico;
necessità di mezzi nautici in numero sufficiente, tenendo presente il costo elevato dei materiali
e la sicurezza di navigazione;
necessità di incontri e scambi di esperienze al di fuori del proprio gruppo;
difficoltà nell'affrontare le spese, i lavori, i trasporti e la gestione della Base Nautica;
opportunità di collegare i nostri Scouts al movimento internazionale degli Esploratori ed
Esploratrici.
era quella di costituire altri Reparti, cosa che dopo matura riflessione sui pro ed i contro, riuscimmo con grande fatica ad attuare ed in breve furono costituiti ben nove nuovi Reparti.
Finchè si era in pochi, si poteva anche essere autonomi, appoggiandoci eventualmente per certe
manifestazioni importanti (per es. San Giorgio) a qualche altro gruppo, ma essendo ormai oltre
350, si presentò sempre più impellente l'opportunità di inserire i nostri Scouts nel Movimento
Scout Internazionale.
Incominciò un periodo di ricerca tra le varie Associazioni –A.G.E.S.C.I. e C.N.G.E.I.- per trovare
quella che potesse rispondere meglio alle nostre esigenze,garantendoci nel contempo la
possibilità di continuare la nostra attività nautica con le stesse caratteristiche avute fino a quel
momento.
Per il 1980 provammo ad appoggiarci al ROMA 3° del CNGEI; constatata la fraterna accoglienza
e comprensione delle nostre esigenze nautiche, anche con l'accordo dei Genitori, fu deciso di
censirci nel C.N.G.E.I.
Dopo un periodo breve di adattamento alla nuova Associazione nella Sezione di Roma, con
caratteristiche tutte terrestri, e tenendo conto della necessità di continuare le attività presso la
nostra Base Nautica, d'accordo e con l'approvazione del Consiglio Nazionale, nell'Aprile 1981
costituimmo la Sezione Nautica di Marta Capodimonte, con sede a Marta, appunto.
Iniziava cosi la sua vita una Sezione che, con alti e bassi, arrivò al 1990 con più di 400 Soci
(terza Sezione in Italia) e sempre portando avanti l'originale discorso nautico e sempre con Soci residenti in diversi Comuni del Lazio, anche se prevalentemente a Roma, ma senza mai entrare
per alcun motivo né in conflitto, né in concorrenza con la Sezione di Roma, ma anzi collaborando
a tutto campo tanto con la stessa Sezione (per es. manifestazione RomaScout ‘85, Operazione
Testuggine 1990), quanto con tutto il CNGEI
( per es. organizzazione del Pow-How 1988, Tecnicamp a San Fedele negli anni 1985, ’86, ’87
-costruzione canoa-, Scout Trophy del 1987 a Formello, Adventure Belt del 1989, Corsi di Scuola
Capi), e molti dei nostri Capi hanno frequentato con successo i corsi per Capi organizzati dalla
Scuola Nazionale.
Purtroppo in questo decennio, nel 1984, vi è stata l’ improvvisa scomparsa di Don Piero .
Nessuno ha potuto sostituirlo, ma tutti i suoi scout gli hanno promesso di continuare la
rotta che ha tracciato.
A seguito di un repentino ed imprevedibile cambiamento nelle scelte di politica associativa da
parte del C.N.G.E.I., che prevedevano tout court la soppressione degli Scout Nautici, in quanto
entità autonoma, e convinti da anni di esperienza della bontà del nostro metodo e confortati
dall'appoggio dei Genitori, oltre che dei Capi, decidemmo di riprendere totalmente la nostra
autonomia lasciando il C.N.G.E.I. medesimo.
Nell'Aprile 1991 (e successivamente nel giugno 1998) fu aggiornato e modificato lo Statuto
associativo.
Nell’ottobre del 1992 l’Associazione Italiana Scout Nautici “Antares” ha aderito alla FEDERSCOUT- Federazione del Movimento Scout Italiano.
Nel 1993 abbiamo partecipato all’Eurojam in Belgio.
Nel corso del 1994 è stata effettuata una revisione di alcuni aspetti regolamentari.
Le fasi della Progressione Personale sono rimaste cinque ma le prime due sono diventate due
momenti della stessa fase, ed abbiamo rivisto alcuni termini della progressione stessa.
In termini nautici oggi abbiamo:
logisticamente l’Eurojam ’97 a Bassano Romano, che ha visto la presenza di circa 2000 scout
europei, e nell’anno 2000 hanno organizzato il primo INDABA Nazionale FederScout.
Anche per l’apporto determinante degli “Antares” la Formazione nazionale FederScout si è
decisamente incamminata nel solco della tradizione Gilwell ed attualmente l’unico L.T. Federale è
Antares.
Nel corso di tutti questi anni abbiamo attraversato piccole e grandi tempeste, ma siamo sempre
riusciti a mantenere la rotta lavorando uniti, organizzando e partecipando a numerose attività
nazionali ed internazionali e puntando sempre sulla Formazione dei nostri giovani Capi, nostro
futuro.
Tra le tante attività che abbiamo organizzato o alle quali abbiamo partecipato in anni recenti
vogliamo ricordare che nel 2001 abbiamo partecipato e collaborato all’organizzazione del 1°
FederCamp in Austria, dal 2002 al 2006 abbiamo organizzato anche logisticamente i Campi
Scuola Federali nel Lazio, nel 2004 abbiamo organizzato anche logisticamente ed abbiamo
partecipato al Rover Moot Nazionale, nel 2005 abbiamo partecipato al Campo Nazionale
FederScout, nel 2006 abbiamo collaborato all’organizzazione dei Corsi Nazionali Capi Pattuglia
ed organizzato,gestito e partecipato ai Corsi di Specialità nautiche : Vela e Carpentiere Navale
(costruzione canoe), nonché l’Indaba Internazionale dei Capi e la riunione del Consiglio
Confederale della Confederazione Europea dello Scautismo –CES– a Genzano (Roma).
Nel 2007 abbiamo dato un importante contributo all'organizzazione del primo CdA (Rupe)
Nazionale per la Branca Lupetti ed abbiamo partecipato al Campo del Centenario in Inghilterra,
non lontano da Poole e dall’isola di Brownsea.
contributo all'organizzazione della prima Vacanza di Colonia Nazionale per la Branca Castorini a
Bassano Romano ed attraverso la FederScout abbiamo aderito alla WFIS - World Federation of
Independent Scouts. In conseguenza di questa adesione abbiamo organizzato in Ottobre a
Ciampino il Workshop Europeo WFIS.
Da anni gli Antares collaborano con, la Scuola Capi Federale con alcuni
istruttori, oltre che con la Coordinatrice del Comitato Formazione.
Oggi abbiamo nuove prospettive e ci auguriamo che i prossimi anni, costruiti sul nostro passato e sulla nostra storia, siano sempre più entusiasmanti e pieni di successi.
